Svetonio e il metodo di trasposizione

Testimonianze

 

 

 

Svetonio aveva accesso agli archivi della corte imperiale, e poteva quindi consultare gli scritti che vi erano conservati degli imperatori. In questi due brevi passi riporta l'abitudine di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto di ricorrere ad un semplice mezzo di cifratura di testi, consistente nella sostituzione di ogni lettera del testo con un'altra posta a intervallo fisso nell'elenco alfabetico (la trasposizione  è in base 3 per Cesare, in base 1 per Augusto).

 

extant et ad Ciceronem [scil. Caesaris epistulae], item ad familiares domesticis de rebus, in quibus, si qua occultius[1] perferenda erant[2], per notas scripsit[3], id est sic structo[4] litterarum ordine, ut nullum uerbum effici posset: quae si qui inuestigare et persequi[5] uelit, quartam elementorum litteram, id est D pro A et perinde[6] reliquas commutet[7].

(Jul. Caes.  56, 6-7)

 

Quotiens autem [scil. Augustus] per notas scribit[8], B pro A, C pro B ac deinceps eadem ratione[9] sequentis litteras ponit; pro X autem duplex A.

(Aug. 88, 3)

Vi sono anche [lettere di Cesare] a Cicerone, e pure ai familiari su questioni private, in cui, se doveva comunicare alcune informazioni in modo riservato, le trascriveva in linguaggio cifrato, cioè secondo una successione alfabetica disposta in modo tale che non se ne potesse ricavare alcuna parola di senso compiuto: se si desidera comprenderne la chiave  e riprodurlo, bisogna sostituire la quarta lettera dell'alfabeto alla prima, cioè la D al posto della A e così tutte le altre.

 

 

Ogni volta poi che [Augusto] scrive in linguaggio cifrato, sostituisce la B alla A, la C alla B e così via le lettere seguenti secondo il medesimo criterio; al posto della X però la doppia A.


 

[1] occultius: comparativo assoluto con valore avverbiale (="in modo strettamente riservato"), o anche vero e proprio comparativo, se si intende che il confronto della maggiore riservatezza delle parti cifrate è istituito implicitamente con le lettere, o le parti delle lettere, non sottoposte a tale procedimento. Sul piano lessicale, l'area semantica di occulere (da ob + celo, "nascondo [mettendo] davanti o contro o in sostituzione") e derivati è ovviamente centrale per quanto riguarda gl scopi della crittografia.

[2] perferenda erant: la perifrastica passiva di perfero (qui predicato verbale della protasi introdotta da si) esprime il senso della necessità: la crittografia è l'espediente cui Cesare ricorre quando deve comunicare un messaggio in modo riservato.

[3] per notas scripsit: è l'espressione con cui Svetonio indica in latino il ricorso alla crittografia (= "scrisse in linguaggio cifrato"). E' interessante osservare che nota in latino è termine di vario significato: si va da "annotazione", segno distintivo" e altri di valore generico,  a "marchio", "tatuaggio", fino ai significati specifici di "conio", "segno stenografico" e, come qui, "scrittura in cifra". Come spesso accade in tutte le lingue, in ambiti specifici e settoriali i termini dell'uso comune vengono ridefiniti in senso tecnico. In quanto tale l'espressione per notas scribit compare anche nel successivo brano della Vita di Augusto.

[4] structo… ordine: l'ablativo assoluto introduce la spiegazione del metodo crittografico: esso consiste nel "disporre la successione alfabetica" (ordinem struere) in modo tale da rendere incomprensibile il messaggio (ita … ut nullum verbum effici posset: "così che non se ne potesse ricavare alcuna parola di senso compiuto").

[5] inuestigare et persequi: "comprenderne la chiave  e riprodurla". Come per nota (cfr. n. 3), anche per investigo vale la specializzazione semantica nell'ambito specifico della crittografia, in cui ha il valore di "cifrare/decifrare", derivante da quello generico di "scoprire, indagare, trovare (seguendo le tracce, vestigia)".

[6] perinde: avverbio: "ugualmente". La regolarità della sostituzione (v. nota 7, commutet) è alla base della tecnica di cifratura e decifrazione del messaggio (cfr. n. 9, eadem ratione).

[7] commutet: "scambiare", "sostituire" (da cum + muto: "cambio insieme" "opero un cambio associato") le lettere dell'alfabeto su basi di rispondenza regolare è la chiave della tecnica crittografica descritta.

[8] per notas scribit: cfr. n. 3.

[9] eadem ratione: l'identità del criterio di cifratura è garanzia della sua applicabilità e della correttezza di codifica e decodifca del messaggio. Non a caso, l'unica eccezione al criterio di sostituzione enunciato è dichiarata subito dopo, introdotta da una coordinante avversativa (autem): pro X autem duplex A.